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DIRITTI DEI CITTADINI - PARTE DALLA LOMBARDIA IL 112 NUNERO UNICO EUROPEO DI EMERGENZA

(2010-06-21)

    Parte dalla Lombardia (province di Varese, Como e Milano) la sperimentazione del numero unico di emergenza europeo 112, destinato a essere utilizzato in tutta Italia, come già avviene in diversi Paesi dell'Unione Europea. L'attivazione del numero unico di emergenza 112 è infatti obbligatorio per tutti gli Stati membri.
E' attivo dalle 14.15 di oggi, presso la centrale operativa del 118 di Varese, un call center "laico" in grado di raccogliere le chiamate di tutti i numeri di emergenza (112, 113,115 e 118, vale a dire Polizia, carabinieri, Vigili del Fuoco, Emergenza sanitaria, Protezione civile e Polizia locale) e di smistarle.  Il progetto è stato presentato oggi in conferenza stampa alla Prefettura di Varese dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni e dal Direttore generale dell'Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU), Alberto Zoli, alla presenza di una folta platea di autorità. Presente anche l'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani.

"Questa - ha detto Formigoni - è la prima esperienza in Italia del numero unico europeo; ancora una volta la Lombardia è la prima a sperimentare una misura che aumenta ulteriormente la sicurezza per i cittadini, che dovranno digitare un solo numero per le emergenze e poi saranno gli operatori qualificati a indirizzarlo correttamente".
"Si tratta - ha proseguito Formigoni - di una novità importante e positiva per la sicurezza di tutti i cittadini; per questo la nostra intenzione è di ampliare il servizio quanto prima all'intera Lombardia".

Il progetto 112 coinvolge dal punto di vista territoriale i distretti telefonici raggiungibili col prefisso 0331 e 0332, che riguardano l'intera provincia di Varese, la parte nord ovest di quella di Milano (Legnanese) e un lembo di quella di Como. Dal punto di vista numerico, si tratta di poco meno di 1 milione di cittadini lombardi che usufruiranno di questo servizio, così suddivisi: quasi 700.000 in provincia di Varese, più di 200.000 in provincia di Milano, circa 10.000 in quella di Como.
L'attivazione del servizio è interamente finanziata da Regione Lombardia (1,4 milioni di fondi FAS) e coinvolge il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, l'Arma dei Carabinieri, i Vigili del Fuoco e l'Emergenza Sanitaria, oltreché la Protezione civile e la Polizia locale alle quali pure potranno essere indirizzate le chiamate.

"E' importante sottolineare - ha detto Formigoni - come la nascita di questo progetto, all'avanguardia per le sue caratteristiche e in grado di fornire un servizio al massimo livello delle tecnologie attualmente disponibili, è stata resa possibile anzitutto grazie alla volontà di massima collaborazione interistituzionale tra tutti i soggetti coinvolti".
"Si è trattato infatti - ha proseguito il presidente - di mettere a punto un meccanismo di grande complessità e che prevedesse l'integrazione e la messa a disposizione di modelli e metodologie differenti in un unico grande sistema. A questa grande sfida abbiamo voluto quindi rispondere nella consapevolezza che la gestione dell'emergenza è un prisma a più facce, che comporta il saper affrontare in tempo reale e con estrema reattività situazioni complesse e molto differenti tra loro, dall'emergenza sanitaria a quelle relative alla sicurezza".

L'Azienda Regionale Emergenza Urgenza (AREU) della Regione Lombardia è stata individuata per le sue caratteristiche come l'ente incaricato della realizzazione pratica del progetto sperimentale lombardo, che vede come responsabile la Direzione Generale Protezione Civile regionale.

"Il primo passaggio per arrivare al grande progetto di oggi - ha detto Bresciani - è stata la creazione di un servizio unico e moderno di emergenza/urgenza. Con il numero unico diamo ai cittadini un senso di grande sicurezza". Bresciani ha anche anticipato quali potrebbero essere gli sviluppi futuri di questo sistema tecnologicamente avanzato e cioè la nascita dell'"e-call", cioè le chiamate di emergenza che partono in automatico al verificarsi di un incidente o di un altro evento che necessita l'intervento dei soccorsi.

"Esprimo grande soddisfazione per l'attivazione di un servizio innovativo e di notevole utilità per tutti i lombardi - ha commentato l'assessore alla Protezione civile, Polizia locale e Sicurezza, Romano La Russa -. Sono davvero orgoglioso per l'impegno notevole e continuo del mio assessorato a favore dei cittadini e della Protezione Civile della Lombardia che si dimostra ancora una volta all'avanguardia e in prima linea per rispondere in maniera concreta e immediata alle emergenze".

L'individuazione di una Centrale Operativa dell'Emergenza Urgenza/118 (COEU) quale sede operativa e organizzativa del numero unico europeo 112 lombardo è motivata dal fatto che le COEU sono già dotate di tecnologie adeguate, di linee telefoniche digitali e soprattutto di una pluriennale esperienza nell'utilizzo di software applicativi adeguati alla complessità della gestione dell'emergenza, dalla chiamata alla risposta operativa, anche in coordinamento con altre Forze.

"Questo progetto - ha aggiunto Formigoni - viene realizzato ottemperando pienamente tutte le indicazioni prescritte dalla direttiva europea per il suo corretto funzionamento, e che si sintetizzano in tre punti: localizzazione, comunicazione e accessibilità".

Per localizzazione si intende la possibilità per gli operatori che ricevono la chiamata di emergenza di poter riconoscere in pochi secondi l'esatto punto da cui parte la telefonata. "Si tratta - ha aggiunto il presidente - di una grossa novità rispetto agli attuali servizi d'emergenza del 118, che non prevedevano questa caratteristica. Essa è stata resa possibile dalla stretta collaborazione col Ministero degli Interni, che ha messo a disposizione gli avanzati applicativi di cui è in dotazione il C.E.D. (Centro Elaborazione Dati) Interforze". Evidenti i vantaggi in termini di efficienza complessiva dei sistemi di soccorso e di ulteriore garanzia per la sicurezza del cittadino.

Il lancio del progetto verrà affiancato da una contestuale e massiccia campagna di comunicazione rivolta alla cittadinanza, per favorire la conoscenza di questo strumento con particolare riferimento alle fasce deboli e disagiate. Ad oggi infatti solo una ristrettissima cerchia di utenti è a conoscenza delle funzionalità e delle caratteristiche del nuovo Numero Unico di Emergenza europeo, ed è necessario intervenire per colmare questo gap.

La Direttiva europea prescrive infine come ultima caratteristica del servizio che esso sia accessibile anche agli utenti finali disabili. Per questo motivo è attivo anche un servizio di messaggistica SMS, ad esempio per coloro che sono affetti da sordità e sordomutismo, che consente di attivare un protocollo dedicato alla gestione di questa particolare tipologia di chiamate.
Infine il servizio è strutturato anche per fornire una risposta multilingue: gli operatori saranno infatti in grado di deviare in brevissimo tempo la chiamata ad interpreti specializzati in un numero molto ampio di lingue straniere, a garanzia della
massima accessibilità per chiunque. Attualmente il servizio è disponibile in 5 lingue: italiano, inglese, francese, tedesco e russo.(21/06/2010-ITL/ITNET)

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